lunedì 30 gennaio 2017

Un dono inaspettato.


30-1-2017

Nella confusione della mia casa, tra animali da cortile, persone e spazi che non coincidono con la realtà, per un momento guardo verso una grande finestra alla mia sinistra. Anche se le tapparelle sono leggermente abbassate filtra una grande luce che crea un effetto ovattato all'interno della stanza. Due uomini alti entrano nella stanza. Molto longilinei, uno a viso coperto uno scoperto. Portavano delle strane tute bianche che fasciavano i loro corpi come mummie e in effetti, ci sono delle strisce di stoffa lasciate penzolare, anche nei copricapi. Si avvicinano e mi porgono una piccola creatura beige, è il cucciolo di un cane, dalle dimensioni sembra ancora un feto, meno di 10cm ma ben formato. Li guardo incuriosita, uno dei due risponde che non può tenerlo, è allergico. Lo guardo dispiaciuta poi ringrazio. Si gira verso la finestra per andarsene la figura dal volto coperto mentre l'altra si trattiene qualche secondo in più girata nella mia direzione. Approfitto e cerco di mettere a fuoco il più possibile e imprimermi nella memoria il suo volto. Carnagione dorata, sopracciglia nere, occhi di dimensioni normali ma di un colore mai visto, variava da un blu oltremare ad un verde scuro con una profondità incredibile, il suoi lineamenti sono molto belli. Prendo parola dicendogli che se avessero avuto ancora bisogno di me avrebbero potuto chiamarmi. Lui fa un leggero cenno con il capo, sembra quasi abbia sorriso leggermente.
Torno a guardare la creaturina che tengo sulla mano destra e mi chiedo ora come fare a crescerla in mezzo a tutta quella confusione.

giovedì 26 gennaio 2017

Il raggio viola.



Fine dicembre 2014

Un flash: una strada, cielo uggioso. Un ragazzo di fronte a me. All'improvviso vengo letteralmente attraversata da un onda di energia pulsante di colore viola che mi blocca sul posto.
Il suo ritmo breve ma intenso, sembra avere una sua logica temporale e potenziale. Il ragazzo, sempre al suo posto, sgrana gli occhi grandi di color verde scuro.
Tutto finisce com'è cominciato.

Quello che vedo dopo sono flash sul ragazzo: ll colore dei suoi occhi cambia e diventa un mix caotico di sfumature verdi chiaro, scuro, nero, bianco… mi richiamano alla memoria una foresta.

Il menhir da ritrovare.


23-11-2014

Studi al Polo Nord.
Mi arriva un messaggio:

 “ Dobbiamo trovare un oggetto simile ad un menhir di colore nero con delle linee orizzontali incise a diverse altezze tra loro e di diversi spessori, quello ci darà la risposta che stiamo cercando”.

Un messaggio nella notte.



15-3-2014

Un biglietto con un messaggio appeso al muro di casa durante la notte che riporta il nome e cognome con una frase in forma circolare al centro: “non è ancora il momento di scoprire Anima”.

Chi me lo ha lasciato è un ragazzino che ho già avuto l’occasione di incontrare in un altro sogno dove mi aveva fatto notare la mia somiglianza alla fonte. Questa volta lo vedo in sedia a rotelle. So che lui è un sensitivo. 

Amarna astrale.


Estate 2014

Questo post non è un viaggio astrale ma una meditazione guidata in un determinato luogo, Amarna (Egitto).
In questo caso quando mi sono collegata al luogo non ho trovato semplici rovine ma un intero sito perfettamente conservato, funzionante ed estremamente futuristico.



Il tempo non esiste in questo luogo e per giungere al punto che volevo e trovare la persona che cercavo, ho dovuto affrontare delle prove.
Per due volte mi sono collegata e per due volte le prove sono state differenti.
Prova n.1: lasciar andare il vecchio.
Prova n.2: diventare luce e unire anima/mente/spirito.

lunedì 23 gennaio 2017

Sotto il controllo dei militari.


31/1/2017


Torno al mio vecchio posto di lavoro per portare un plico, sinceramente non so cosa ci sia dentro. (L'ambiente però è differente, solitamente lo sognavo uguale o simile) Devo consegnarlo ad uno dei miei ex colleghi ma non c'è quindi la persona che mi ha accolto, va a prendere un suo biglietto da visita in modo che io possa contattarla. E’ la collega che segue Napoli. Guardo il biglietto. Da un lato è stampato il contatto dall'altro un’ immagine: la sua foto ritratto con l’inquadratura molto vicina; guardandola sinceramente mi stranisce, il suo volto è estremamente vecchio e deforme. Che strano penso. Colgo l’occasione per andare a salutare vecchie conoscenze e salgo al piano superiore fermandomi in una stanza con segreteria, li chiedo. Domando inoltre se hanno bisogno di personale e mi viene consegnato un modulo e una vecchia macchina da scrivere molto essenziale di cui vedo solo una piccola tastiera. Mi giro per trovare un posto dove sedermi e noto vicino alla porta da dove sono entrata, un grande apparecchio atto alla ricezione televisiva dal design molto vecchio, forse anni '60 diviso in due pezzi posti uno sopra l' altro. Quelli che dovrebbero essere gli schermi non hanno il vetro ma diversi cavi e piccole schede elettroniche che penzolano. In questo momento ricordo che non è la prima volta che trovo questo apparecchio e mi metto ad aggiustarlo. (vedere sogno "Un lavoro per Jonny)
Dopo un tempo indefinito entra una donna di circa cinquant'anni vestita elegantemente, i capelli hanno mesh bionde. Una bella donna in carriera già avviata. Mi vede e mi saluta. La riconosco in un secondo momento. (Non ho idea di chi sia nella realtà o non ho ricordo) Quando mi sovviene il ricordo (nel sogno), la riconosco come una persona con cui ho avuto molto a che fare in passato. Ci spostiamo nel grande corridoio a vetri dal quale entra molta luce diurna e ci fermiamo di fronte ad un piccolo tavolino bianco alto e di design molto moderno. E' tutto bianco e vetro. Teniamo una conversazione breve prima che le chieda di voler fare richiesta di tornare a lavorare per loro. Lei assume un tono differente, più serio e mi avvisa: "i militari hanno preso il controllo di tutto". Qualche attimo lo uso per ponderare la sua risposta. In quel momento arriva un altra donna, vestita molto bene, probabilmente un'altra dirigente. Quando si avvicina riconosco subito anche lei. Si avvicina a noi sorridendo e salutandomi. Brevi convenevoli. Vedo subito che qualcosa nella donna non va. Il suo volto e’ sicuramente ritoccato dalla chirurgia e bagnato da lacrime di fresco. Lei mi sorride per nascondere il suo dolore ma quando mi abbraccia una ondata di quel dolore mi attraversa in pieno. Sento che mi dispiace molto per lei. 

Esercitazione di volo.



26-11-2016


Volare. 
Mi stanno insegnando a volare e non so se lo faccio con le mie forze o grazie alla tecnologia. E' un sogno vividissimo. La notte è illuminata da qualcosa che sta sotto di me e che non riesco a vedere. Non è molto intensa ma è quel che basta per mostrarmi il campo incolto sotto di me e il mio compagno che mi osserva mentre mi esercito. Vedo i contorni di alcune case contadine in fondo al campo. Faccio un pò fatica inizialmente a librarmi in aria ma sento letteralmente la mia energia che mi porta verso l'alto e mi sposta avanti, destra o sinistra. 
Cambio scena: non riesco ad accelerare e una mano con un guanto grigio si appoggia alla mia mano sinistra, la stringe forte e mi dà la forza per spingere di più... e parto velocissima! Una sensazione fantastica... volare!! 
Cambio scena: sono in una edificio, sembra un castello, costruito abbastanza in alto rispetto alla città' sottostante. Avvengono degli accadimenti che non ricordo ma, ad un certo punto, mi vedo (3° persona) uscire in una grande terrazza, è ancora notte ma c'è luce più luce rispetto a prima quindi posso vedere bene le torri in pietra del castello e la persona che mi sta dinnanzi. Un uomo slanciato, capelli color biondo scuro, occhi blu, volto scavato ma affascinante. Non noto vesti particolari, direi casual. Siamo soli. Io indosso un pesante zaino sulle spalle che tolgo non appena arrivo di fronte a lui mentre mi parla: "dovresti lasciar andare la zavorra, ti appesantisce"; so bene in quel momento che lo zaino è il mio compagno (non inteso come peso morto). 
L'invito è rivolto a me: è ora che mi concentro solo su di me stessa per certe cose.

La data dell'arrivo.


28-11-2016

7/8/9 luglio 2017. Questa data mi è stata mostrata sul calendario in due differenti occasioni e con differenti persone. E' l'arrivo del "mostro o nostro" (purtroppo non è facile ricordasi perfettamente)

lunedì 16 gennaio 2017

Antiche memorie: la lotta tra il capricorno e il drago


17-2-2014 

Sono nel mio letto e sto dormendo, sono a casa mia. C’è mia madre di fianco a me, dorme e sta alla mia destra. Sento dei rumori, apro gli occhi e resto concentrata in ascolto per capire di cosa si tratta. Osservo la stanza ,ora la mia vista si è abituata al buio. Non è casa mia, non quella attuale, ma so per certo esserla in qualche modo. Ascolto ancora, i rumori si fanno più forti, ho paura e mi nascondo sotto le lenzuola facendo finta di dormire, forse così, chiunque sia, mi lascerà stare.  So che stanno arrivando, sono persone, sento i loro passi.  Si fermano davanti a me, resto immobile, alzano le lenzuola, per un attimo li posso vedere. Due persone, capelli scuri e corti, sicuramente un uomo mentre l’altra figura rimane parzialmente coperta dal lenzuolo in sospensione. Mi fissano,  io resto immobile senza fiatare. Sembra non si siano accorti del mio piano ma all'improvviso apro gli occhi e il lenzuolo diventa un vortice lasciandomi vedere i due solo attraverso un foro. Tutto cambia. E’ buio e mi ritrovo a camminare nella mia casa, anche se non quella attuale, nemmeno quella di prima, ma sempre mia. Un grande corridoio, è notte fuori, i soffitti sono molto alti, lo stile architettonico è antico, i tendaggi sono pesanti e coprono le grandi finestre. Io la conosco questa casa…l’ho già vista e soprattutto riconosco quando mi giro le  grandissime pareti di vetro bordate da cornici di legno scuro intagliate che lasciano vedere al loro interno stanze enormi e vuote. Nel sogno mi dico: “lo conosco già questo posto, me lo ricordo”. Non ho idea di cosa siano quelle stanze ma nello stesso tempo lo so…è difficile a spiegarsi… decido quindi di percorrere il corridoio. Non c’è molta luce ma riesco ad arrivare di fronte ad una delle pareti di vetro, stimo circa 6/8 metri di altezza. Osservo dentro, vedo una sorta di enorme cavalletto di legno alto come la vetrata. Sulla gamba destra del cavalletto c’è qualcosa che si muove ma non sento nessun rumore. Comincio ad osservare bene, sono 2 animali enormi dai colori chiari, quasi metallici, difficili da riconoscere dato che si stanno azzuffando tra loro. Un po’ scettica mi avvicino di più alla vetrata per comprendere meglio la scena: un drago a 4 zampe e una sorta di pesce con mezzo corpo animale con le due zampe anteriori (sembra un capricorno) che muovendosi in forma perfettamente ovale, si azzuffano pesantemente. Resto li per un tempo indefinito perché questa sequenza assai strana mi rapisce, soprattutto la forma dell’ovale che non viene mai interrotta. Posso azzardare la somiglianza con un meccanismo, come se in qualche modo siano attaccati alla gamba di quel enorme cavalletto. Si muovono su e giù velocemente.
Quando decido di muovermi, mi accorgo di essere ancora al buio e di essere  sola. Provo a chiamare…”c’è qualcuno??” Con mia sorpresa, quasi alle mie spalle, una donna dai capelli corti e scuri sembra uscire da una stanza che non vedo, richiudendosi la porta alle spalle, quasi mi attraversa il corpo e se ne va… cerco di fermarla ma ne mi vede ne mi sente. Stessa cosa per un ragazzo alla mia destra, esce da una porta, se la chiude alle spalle, io che tento di chiamarlo, di fargli accendere la luce ma nulla…nessuno mi sente e mi vede. Allora comincio a chiedere aiuto sempre più forte, volevo che qualcuno mi sentisse…ed infatti il mio compagno reale mi sveglia dal sonno.

Un incontro gradito

(Image font:https://exemplore.com/healing/Smokey-quartz-healing-properties)

22-2-2014


Sto scendendo dei gradini di una casa albergo in cui alloggio insieme ad un ragazzo asiatico dall'aspetto molto carino.  Mi giro verso di lui che è a qualche gradino di distanza da me, in posizione più alta. Lo sguardo si posa ai suoi piedi notando che il gradino non è in pietra ma in formazioni di quarzo di color bianco-marroni. Mi abbasso a raccoglierne un pezzo e lo porgo al ragazzo.  Continuiamo a scendere mentre penso che potrei chiedergli il numero di telefono e nel momento in cui mi giro per farlo lui anticipa la mia intenzione porgendomi il suo contatto.  Usciamo insieme. La notte è fonda e mi perdo a guardare stormi di luci movimentate che sembrano intere flotte, mi ricordano molto i grandi banchi di pesci nel mare.

L’ultima tigre albina



7-2-2014

Unico flash che ricordo è il grande muso di una tigre albina con il collo rotto sotto una struttura di legno. Dentro di me so chi è stato. I suoi occhi sbarrati sono ancora coscienti. Il dolore è così forte dentro di me, che in quel momento vorrei estinguere la razza cinese per aver ucciso l’ultimo esemplare esistente.

domenica 15 gennaio 2017

L'informatore.

(Image font:http://weheartit.com/entry/11034499)

8-1-2014

Sto cercando una persona e dedico di spostarmi in una località del sud, vicino al mare. 
Da un passante mi faccio indicare un luogo che a prima vista sembra una scuola. 
La stessa persona poi, mi dice che se avessi voluto, potevo visitare la palestra che frequentava.
Non vedo mai il suo volto quando mi parla, o perlomeno non lo ricordo. 
Con l'auto prima passo alla scuola e poi alla palestra, è il tramonto. 
Non ricordo di esserci entrata in quest'ultima, rivedo però la persona che mi ha dato indicazioni poco tempo prima. Ora posso vedere il mio informatore: è un ragazzo dai capelli mori e molto corti, dalla carnagione abbronzata. Mi sembra simpatico anche se non parliamo molto a lungo. Ci salutiamo.
Nel tragitto che faccio per tornare al mio albergo vedo degli alberelli di limoni e arance che adornano i marciapiedi. Mi fermo a prenderne alcuni frutti, un arancia decido di mangiarla subito. 
Arrivata all'albergo, la scena salta direttamente alla mia camera dove vedo che sopra il letto appoggio e apro la mia valigia. Un piccolo gattino bianco salta fuori improvvisamente.
(uguale a quello che ho sognato l’ultima volta) 
Cambio scena: Vado all'ascensore, porto con me una bicicletta. Alcune persone in attesa mi consigliano di scendere a piedi perchè l'ascensore non è abbastanza grande, quindi decido di mettermela in spalle e seguire il loro consiglio. Alla reception chiedo una penna per firmare dato che sto andando via e l’uomo dietro al banco mi da una strana matita con una punta fatta come un artiglio diviso in 3, la punta con cui scrivo è l'escrescenza più lunga. Il suo colore è più marrone rispetto al classico grigio grafite.(ma non sono sicura al 100%).


Qui mi sembra che il gattino sbuchi fuori nuovamente anche se stavolta è grigio perla
Termino la lettura, firmo e esco. Sono in auto ora e sto andando via. E’ il crepuscolo. 
Cambio scena: sono a casa mia, in una cucina che però non riconosco. E’ buio, l’unica fonte di luce proviene dai lampioni della strada. La porta finestra è spalancata, la temperatura è estiva. Sono seduta su una panca e alla mia destra vedo senza preavviso l'informatore, ne scorgo solo la silhouette, tanto mi basta per capire che è completamente nudo. Si scusa per l’ingresso improvviso ma doveva assolutamente lavarsi, così di fronte a me, lo vedo insaponarsi, Scorgo sempre e solo i contorni, continua ad essere tutto buio. Cambio stanza momentaneamente e quando torno da lui si volta verso di me. L’unica cosa che ora vedo in controluce è il suo volto e le iridi che noto con sorpresa essere bianche.