domenica 17 aprile 2016

Alleanza.


30-6-2007

Mi trovo in una casa e  sono fuori in terrazza. Guardo il cielo e alla mia destra scorgo che sta arrivando un grosso temporale,o così mi sembrava. L’ora è quella del crepuscolo.
Le nubi si stanno rannuvolando molto in fretta…innaturalmente. Ho un po’ di paura perché la sua direzione è proprio verso la mia. Improvvisamente diventa tutto nero ma riesco comunque a vedere l’angolo della casa che mi sta di fronte. Nella strada che la costeggia si sta formando un banco di nebbia, anche questo sembra proprio innaturale, molto ampio copre velocemente tutta la strada e anche oltre. Ho nuovamente paura.
Sento un rumore basso, una sorta di rombo che non comprendo fino a che non scorgo il frontale di un aereo che sta volando basso tanto quanto i lampioni. Spaventoso, si stava letteralmente schiantando contro la casa. Lo guardo attonita e impotente.
La scena è tutta a rallentatore:  vedo bene l’aereo, è un piccolo civile grigio con bande laterali color bordeaux. Le ali si incastrano letteralmente tagliando i muri delle due abitazioni che affacciano sulla strada. Ora, di punto in bianco, le nubi se ne vanno lasciando spazio ad una notte stellata. Dopo l’accaduto mi ritrovo a pensare sopra un ponte scrutando il bellissimo cielo e le sue stelle con una persona  che credo sia li con me dicendole: “guarda quelle, (indicando) nono sono stelle…sono alieni”.
Qualche attimo dopo le 3 stelle si illuminano e da lontanissime che sono le vedo muoversi velocemente (come se fosse un effetto ottico) verso di me con uno scatto a V. Un attimo dopo erano proprio alla mia sinistra, piccolissime luci brillanti. Mi fanno un dono, un anello di perline che appare nell'indice della mano sinistra. Sento di provare gratitudine nei loro confronti e il sentimento è ricambiato. 

Cambio scena: mi trovo al tavolo di un ristorante li vicino e seduta di fronte a mio padre mentre gli sto raccontando l’accaduto. Ora osservo l’anello: le perline sono di color bronzo scuro, i molti fili fanno un doppio giro sotto al dito tornado su e creando una sorta di protuberanza che a guardarla bene sembrava riprodurre il mezzobusto di una figura umana. 
Li comprendo di aver stretto un qualche legame.

Un lontanissimo passato.



14-5-2014

Durante una meditazione, andando in profondità, mi ritrovo a viaggiare con ali invisibili.

La luce mi circonda, una luce piena, calda, una luce che mi fa sentire a casa....
Ora posso vedere con nuovi occhi.

Un grande salone immerso nella luce del giorno.
Colonne dorate impreziosite da intarsi, un pavimento lucido e chiaro sotto i miei piedi conferisce al tutto ancor più regalità. Dinnanzi a me alcune figure, tutte vicine una accanto al altra.
Quello che sto provando in questo momento è profondo amore e gratitudine verso di loro. 
Accelero leggermente il passo, lasciando appena indietro il compagno che mi sta di fianco.
Ora, che sono più vicina, posso realizzare con sorpresa chi sono queste figure.
Riconosco mio fratello gemello con il suo bambino, mia sorella maggiore, mia mamma...e papà seduto in quello che sembra un trono di legno scuro. La mia vista si fa vicina e posso vedere i loro volti come fossero a pochi centimetri dal mio.  C'è così tanta armonia nei loro sguardi, così tanto amore che stento a descriverlo...è per me, lo sento, mi stavano aspettando! La mia famiglia al completo, mai avrei potuto sperare in un regalo più grande...
La loro pelle è liscia e di un colore misto tra il blu e l' argento, occhi grandi, molto grandi.
I capelli lunghi sembrano bianchi, la luce alle loro spalle però non mi lascia osservare altri particolari, come se ci fosse un filtro fotografico, ma tanto mi bastava. Mia madre e mia sorella portano un copricapo dorato, con delle sporgenze laterali che coprono leggermente il volto all' altezza degli zigomi, anch'esso intarsiato e lavorato finemente con un tessuto che potrei avvicinare alla seta più pura, brillante e vivo allo stesso tempo. Tutti portano delle vesti semplici che cadono lungo i loro flessuosi corpi magri e alti, adornati da piccole bordature dorate. Uno scollo rotondo per le figure femminili, a V per quelli maschili. Il colore era madreperlato.
Ad ogni leggero movimento i loro riflessi vivevano...
Mio padre portava invece un copricapo alto bianco con una sorta di spirale blu tutt'attorno che va verso l'alto. La forma è quella di un tronco di cono ma più bombato. La mia energia e la loro si fonde, creando un armonioso saluto, le parole qui non servono... Arriva per me ed il mio compagno il momento di andare. Sono in pace con me stessa, il mio cuore è pieno dell' amore che mi è stato donato e da me condiviso con loro.
Il tempo non esiste, non ci siamo mai lasciati...questo è un dato di fatto. 

Usciamo dalla stanza, percorriamo un grande corridoio, incontrando un miliziano. Lo conosco, è uno delle guardie fidate di mio padre. Qualche scambio di parole e convenevoli e ce lo lasciamo alle spalle...Qualcosa però è cambiato in quell' istante preciso, una sensazione di angoscia e terrore mi attanaglia il cuore improvvisamente.
Torno immediatamente sui miei passi, di corsa alla grande sala. Una visione indescrivibile ai miei occhi e indescrivibile al mio cuore. Giacciono a terra, tutti senza vita... la rabbia in quell' istante si impadronisce di me e nel momento stesso in cui la mia volontà manda l'intento di voler vedere chi fosse stato, la sua immagine si forma dinnanzi ai miei occhi. Un essere grosso e più basso di me, lo vedo di schiena, è vestito come un miliziano. Le mie mani lo afferrano alle spalle e il mio pensiero si rivolge a lui con tono autoritario "ORA VOGLIO VEDERE LA TUA FACCIA" !!! 
In quell' istante si gira mostrandomi quello che sospettavo.... la guardia di mio padre...
Una razza differente dalla nostra, una sorta di misto tra un orco e un umano dalla grossa ossatura, pelle scura e spessa, come se fosse rovinata. Portava un elmo color bronzo scuro, sporco di sangue. 
I suoi occhi però li riconosco subito e in quel preciso istante di consapevolezza
la mia anima si scollega dalla meditazione lasciandomi completamente scioccata.


Considerazioni: Stando alle informazioni che ho raccolto sin ora della mia lontana famiglia , questa visione si discosta molto. Come soluzione alla differenza di informazioni, provo a considerare il fatto che abbiamo avuto molte possibilità di vivere insieme alle persone a noi care durante il viaggio sino alla Terra, quindi reputo possibile che sia una delle tante reincarnazioni o addirittura una vita parallela. Una cosa certa è che siamo sempre noi... e che il messaggio è arrivato chiaro e forte. 
Grazie famiglia .

Il grande blocco.


Dicembre 2014

Questo non è un "sogno" ma una visualizzazione durante una meditazione.

Decisi che era il momento di conoscere e debellare le mie paure, quelle inconsce di cui sono a conoscenza, un viaggio all’ interno di me stessa. Così feci un esercizio.
Cominciai ad immaginare un grande sacchetto rosso che riempivo e riempivo, mettendoci dentro emozioni e esperienze di cui a volte non ero nemmeno sicura fossero accaduti realmente...alla fine quel sacchetto divenne molto pesante. Lo caricai in spalla, mi spogliai del corpo terrestre e diventai luce. Piano piano mi sollevai dalla Terra e dalla sua atmosfera e il sacchetto non fù più così pensante, fino a che, non si sciolse. Ma qualcosa dovette essere rimasto attaccato, così dopo essermi data un pò di autostima, cominciai a brillare sopra la Terra e me ne andai a fare un giro nel sistema solare con direzione Marte. 
Gli passai abbastanza vicina a da vedere un paio di cosette poi andai vicino a Giove, che conoscevo già ma era sempre bellissimo ed emozionante. Il pianeta successivo fù Saturno, il mio preferito ma...no! Qualcosa di invisibile mi bloccò. Mi scontrai con qualcosa di grande e scuro con delle linee orizzontali rosso arancio...beh... li per li non capii ma un ciclopico faccione dorato mi si pose dinnanzi e iniziammo a parlare, di cosa non ricordo di preciso, certo è che gli spiegai perchè stavo affrontando quel viaggio.
Improvvisamente mi mandò giù per una infinita scala di color oro, poi divenne tutto buio pesto. Sapevo bene che potevo usare i miei poteri e accesi una luce, sapevo anche che lo avevo già fatto, anche se non ricordavo quando. La luce c'era ma il buio fù troppo forte, non importava, continuai lo stesso arrivando forse, ad una fine ritrovandomi su un "pavimento" piano.
Decisi di ripetermi il motivo per cui ero li, quale fosse il mio problema, le mie paure.
Di fronte a me apparivero due occhi che poi mi accorsi essere i miei. Non so cosa sia successo poi, ma tutto  cambiò. Mi ritrovai dentro un infinito meccanismo dorato dove vedevo muoversi un congegno secondo me irrealizzabile, alcuni colori si alternavano, impossibile da descrivere, sembrava uno di quei disegni ottici con colori a ripetizione specchiati e così pensai: forse questo è il famoso blocco che mi misero, così tentai di aprirlo e forse, qualcosa devo aver fatto ma non del tutto...
Ad un certo punto La voce mi disse: "il tuo corpo non è abituato a tanta forzatura mentale cioè...fisica volevo dire". 

Non so per quanto tempo rimasi ferma immobile senza quasi respirare...poi piano piano mi addormentai facendo una serie di sogni stranissimi...e per fortuna, avevo ancora un pò di energia, perchè mi ritrovai ad un certo punto con una sfilza di armi puntate addosso nel letto!

Sempre in un sogno di quella notte, un ragazzo che sembrava umano ma con il volto molto estremizzato nelle forme con zigomi prominenti e occhi grandi verdissimi, mi mise una mano sulla schiena e mi disse: "Erika caspita, quanto stai vibrando".


Cercano me?



20-5-2015

Sto passeggiando in una città moderna con alcuni amici quando vediamo qualcosa nel cielo: un disco volante enorme, perfettamente liscio e piu' nero della notte sta sfrecciando letteralmente sopra le nostre teste . Ovviamente lo osserviamo prima e lo inseguiamo poi, dovevo vedere da vicino! Corriamo fino a che appare dal nulla un altro tipo di "nave" completamente diversa, geometrica, spigolosa e piena di luci. Si attaccano a vicenda. Ne scaturisce un putiferio.
 Scappiamo e andiamo a nasconderci mentre le 2 navi stanno facendo parecchio casino. L'ufo tondo viene abbattuto e finisce con l' incagliarsi di lato vicino ad un cimitero.
(Vediamo tutto questo a rallentatore). Decidiamo quindi di avvicinarci ma improvvisamente, una nave geometrica (più complessa della precedente) atterra proprio vicino a noi. Ci nascondiamo in un vano scale di un edificio. Improvvisamente, come se sapesse dove ci troviamo, dinnanzi a  noi appare  un alieno dalle fattezze rettili,  alto circa due metri, indossava  una armatura e qualcosa di lungo sotto, forse un vestito o una tunica. Ha in mano un apparecchio strano, una sorta di pistola che finisce con un tubo fatto di un materiale bianco/giallo opaco semi-trasparente. Sembra di resina dura. Ci guarda tutti ma si ferma su di me, dice che mi stà cercando e senza mezzi termini mi spara all'altezza della testa (parte destra). Nel mentre mi informa che è un raggio a calore disperdente o qualcosa di simile. Gli altri non possono fare nulla.  Mi accorgo che non posso muovermi e sinceramente non voglio nemmeno, visto la sua stazza. Quando finisce di spararmi questa sorta di raggio soddisfatto se ne va. Comincio ad avere dei giramenti e mi sento un pò strana ma ce la faccio a stare in piedi quindi decidiamo di seguirlo con discrezione arrivando fino quasi alla sua nave precedentemente atterrata. Sentiamo dei rumori e vediamo una guardia di sicurezza umana uscire dalla stessa direzione della nave, forse cerca rinforzi e quando ci vede viene verso di noi. In quel momento comincio a sentirmi male, come se non ci fossi più, quella è la sensazione e sento come se il mio corpo si stesse afflosciando. Gli altri mi sorreggono. La guardia si avvicina pensierosa e con mia sorpresa posso percepire  i suoi pensieri: "ma doveva essere già morta!" così apro gli occhi e vedo la faccia del rettile di prima. (Solo in questo momento ricordo che anche prima aveva lo stesso volto, probabilmente io vedevo il rettile ma si presentava come umano). Svengo. Quando mi riprendo, ricordo solo che qualcuno mi fa vedere una ricerca che fa riferimento a questi raggi di calore e, mi sembra, servissero a vedere le onde (non so di che genere) o i colori delle onde forse,  dei draghi e qualcos'altro di cui non ho memoria.

venerdì 15 aprile 2016

I tesori nella grotta.


12-8-2015



Sto entrando in una grotta molto luminosa, questo perchè sul soffitto ci sono delle aperture che lasciano entrare la luce del sole. Cammino sino a che non trovo un luogo dove ci sono dei reperti storici di cui riconosco una grande testa Maya (o Azteca) intagliata in una pietra blu/verde, perfettamente liscia. Spostandola per passare però cade scivolando in un rilassamento della grotta. 
La guardo dispiaciuta per la sorte di un pezzo così bello. Continuo la mia ricerca e trovo un piccolo tesoro fatto di cristalli e pietre che, solo in un secondo momento, capisco essere incisi, colorati e lisciati con motivi Maya (o Aztechi ). 
Osservo l'incredibile lavoro di artigianato, la precisione dove ci sono le linee che creano il motivo e ne rimango estasiata. Ce ne sono tanti di diverse dimensioni e forme, inoltre trovo 3 grossi cristalli trasparenti, forse di quarzo (o similare) di forma cilindrica dallo spessore di 1,5cm circa perfettamente lisci anche questi. Assomigliano a delle grandi lenti quindi ne prendo in mano una e provo a guardare il sole. 
Effettivamente non mi dava nessun fastidio. Sono sicura di essermi presa qualcosa e mentre esco, vedo che il tempo è passato ed è arrivata la notte. All'esterno della grotta c'è un lago, non molto grande che devo attraversare… il resto è tutto senza un filo logico.

Cambiamenti estremi.



11-8-2015

Prima di addormentarmi ho insistito nelle mie richieste, volevo informazioni.. 
avevo bisogno di sapere.


Sto guardando il cielo notturno e noto che una delle costellazioni visibili in realtà è una nave madre a forma di L  con tantissime piccole luci o navette intorno. Mi da l'idea di un formicaio impazzito ed è qui, sulla Terra... La gente intorno comincia a sentirsi male e da qualche parte c'è anche la mia amica B. che come me, non accusa questo attacco. 
Altre persone invece che conosco molto bene, persone che stanno facendo un bel percorso personale, non hanno resistito. 
Cambio scena: vedo sotto la mia nuova casa, ovviamente non è come quella reale, qualcuno che non ricordo, mi mostra un piano interrato (che non esiste). Vedo tante piccole lastre di pietra smussate agli angoli che ad un certo punto si attivano, diventando come delle "lampadine" rossastre.

giovedì 14 aprile 2016

La banca MUSE.



5-1-2014

Mi trovo in un cavò di una banca, ci sono altre persone con me una delle quali è il banchiere che mi sta mostrando e descrivendo delle monete d’oro con altro materiale, ma so che non è per me perché non me le potrei permettere. Sono di qualcuno che stò accompagnando, ma che non vedo. Quando usciamo dal cavò noto che la banca ha anche un bar. Ci fermiamo a mangiare qualcosa, noto che diverse persone vanno e vengono. 
Decido di parlare con un addetto alla banca per avere alcune informazioni e chiedo come si chiama la banca. L’addetto mi mostra un biglietto da visita dove vedo il nome MUSE con riprodotto un logo che riprende la facciata di un tempio greco con quattro colonne e un basamento fatto da due gradoni e frontale triangolare. Dalle grandi finestre nella sala principale osservo fuori e capisco che siamo in montagna, è una bella giornata di sole. I'addetto mi propone un contratto con loro cambiando la mia vecchia banca e io accetto firmando. 
Passo diverse ore in quel posto e si fa sera. Mi viene in mente che non mi sono informata su quanto mi sarebbe costato il prelievo da casa mia, dato che non ha sedi nella mia città e non ce ne sarebbero state, così cerco l’addetto con cui avevo parlato prima. 
Lo vedo di spalle mentre mi passa dal fianco sinistro e noto che porta una camicia bianca con le maniche tirate su e dei copri-avambracci di pelle nera (come i guerrieri greci). Lo fermo ma non ricordo quello che ci diciamo. 
Esco, è buio e con sorpresa vedo che la corriera con la quale sono arrivata (come se fossi stata in visita organizzata) non c’è più…penso "mi hanno lasciata qui"! 
Mi guardo intorno spaventata non vedendo nulla percorro a piedi un po’ di strada avanti e indietro dopodiché decido di tornare alla banca per cercare qualcuno al telefono. L'unica persona che conosco e che potesse essere in corriera con me (perchè non ricordo in quel momento con chi sono giunta) è la B.,ma quando provo a chiamarla, l’unica cosa che sento, è una voce metallica disturbata. 
Un ragazzo alla reception quando nota il mio rientro, mi chiama e mi avvisa che prima si sono dimenticati di consegnarmi un cadou. (un pacchettino rosso con nastro dorato). 
Esco nuovamente e questo ragazzo mi segue chiamandomi.
Mi giro verso di lui e scorgo il cielo stellatissimo tipico dell'ambiente montuoso. E’ moro, porta occhiali neri, magrolino e tremolante, come se avesse una malattia. Mi chiede se anche a mia madre potesse interessare questa banca ma io gli rispondo che è improbabile dato che ha la stessa da molti anni. Lo saluto e me ne vado. 
Cambio scena: sono in una stanza in penombra, sto prendendo qualcosa dalla mia borsa. Probabilmente sono in una stanza d’albergo. Mi sposto in bagno e mi specchio. Guardandomi mi riconosco. Alle mie spalle vedo arrivare mia zia che mi saluta calorosamente e, mentre le spiego uscendo dal bagno, che sono dovuta tornare da sola, vedo sulla porta del corridoio sua sorella che mi saluta e il marito dietro. Dico a loro con sarcasmo che avrebbero potuto anche fare la conta sulla corriera prima di partire. Lei da la colpa allo zio e lui con sarcasmo gli dice che aveva un impegno. 

Il codice ora è completo.


31-1-2016 

Sono a scuola e la mia auto è parcheggiata fuori. Porto con me il volante per sicurezza. Sto cercando un professore e nel frattempo scorro diverse scene di attività scolastica nelle varie classi. Cerco per molto tempo e quando lo trovo, vedo uomo sulla trentina dai capelli scuri e leggermente brizzolati, un pò lunghi. La barba non fatta da qualche giorno. Consegno il volante a lui, so che mi aiuterà'. (Sempre ore diurne) Esco dalla scuola poco tempo dopo di lui, percorro la sua stessa strada fino a che giungo ad una curva che svolta a destra. Trovo una colonna di auto ferme tra le quali scorgo anche quella del professore. Non va bene, sento che c'è qualcosa non va così scendo dalla mia auto e lo vedo poco più avanti steso a terra immobile. Corro. Mi inginocchio accanto a lui, prendo la sua testa tra le mani e gli dico "l'hanno preso (riferendomi al volante)...come facciamo" - lui "non ti preoccupare" e mi manda telepaticamente l'immagine di una lettera che mi ha precedentemente spedito. E' piegata a meta' in verticale e le scritte sono solo sulla meta' sinistra. Il professore comprende il mio sguardo interrogativo così mi manda un altra immagine dove visualizzo l' altra meta' (destra) che diventa nera e poco dopo le parole compaiono in bianco. Nelle prime righe c'è un codice numerico. "Il codice esclamo! ora e'completo" dico ad alta voce.  Elaboro alcune teorie sulla luce e l'ombra e sul foglio mezzo nero e mezzo bianco. Wow! Che illuminazione e che idea geniale quella di spedirmi una lettera. In quel momento qualcosa si illumina nella mia mente.

Microcip.

(Fonte immagine:http://www.riseearth.com)

15-12-2015

Ricordo pochissimo. E' notte, c'è tanta gente e molta la riconosco.
Siamo in un luogo all'aperto con un fiume e un grande ponte. Una ragazza mi segue.
Ad un certo punto scopro di avere nel corpo qualcosa di cui non mi ero mai accorta, ovvero un lungo chiodo inserito nella natica sinistra. (vicino alla attaccatura della gamba con il bacino) Posso vederne la testa e rimango un pò sorpresa. Mi sembra di ricordare che la ragazza mi sproni a toglierlo e sperando non faccia male, lo faccio.
Effettivamente non sento nulla.
Cambio scena:  una sorta di festa in maschera, sono sempre in compagnia, passeggiamo per molto tempo  tra  le case e nelle strade di questo luogo che non riconosco. Noto che il tutto è  molto piccolo, forse un paesetto antico ma ho la sensazione che sia tutto finto, una sorta di ricostruzione. Una volta che arriviamo davanti al grande ponte, guardo il cielo e le stelle cominciano a muoversi diventando delle scie con altre piccole luci, come a formare una corsia. Di fronte a me appare uno schermo con un messaggio in italiano.

Lo leggo e lo commento ma non lo ricordo.

Codici.

(Fonte immagine:Film Matrix)

14-12-2015

Una scrivania e un computer mezzo distrutto, mi trovo in uno studio ma è tutto molto buio.
Qui incontro il mio compagno astrale con cui passo un momento molto importante e dove qualcosa succede a livello energetico. 
Dopo del tempo che non so quantificare, qualcuno tenta di annegarmi e tagliarmi la gola ma resisto e corro verso lo studio dove il computer anche se mezzo rotto, ancora funziona. 
Li ora trovo una ragazza che contenta di vedermi mi porge una  chiave USB.
La inserisco e mentre guardiamo lo schermo appare il codice doveva darmi

Ancora codici....

La spia.


13-12-2015

Stanotte hanno provato a farmi "sparire" usando il mio compagno come una spia dicendomi chiaramente che era ora di farmi fuori. 
"Dovresti sapere che queste cose mi fanno incazzare" gli ho risposto. 
Gia'...mi fanno proprio incazzare e cosi' ho fatto sparire la spia, letteralmente!
Credevo fosse lui per davvero, la mia mente ne era convinta, ma il mio istinto no; altrimenti non lo avrei fatto  (Manipolazione mentale?)


Era da molto che non succedevano attacchi del genere.

Man in black?

(Fonte immagine: https//play.google.com)

19-12-2015

Sono nella mia camera, sto dormendo ma qualcosa mi sveglia. Apro gli occhi e vedo ai piedi del letto e più precisamente nell'angolo sinistro, due figure maschili con capelli corti e vestiti in giacca, cravatta e pantalone elegante.  C'è penombra, i colori mi sembrano comunque neri o marrone scuro con camicia bianca. Uno di loro porta occhiali da sole. Non vestono però un completo elegante, stile "man in black" ma più casual.
La sensazione è che siano umani, non so come spiegare, forse una energia differente che riconosco come umana.Rivolgendomi a loro gli chiedo: "cosa ci fate qui, chi siete?" e nel mentre, mi alzo e vado verso di loro. Non rispondono, quindi ne attacco uno avendone la meglio. L' altro riesce a scappare. Interrogo "l'agente" rimasto e riesco a farmi dire solo che mi stanno seguendo da lungo tempo.

Amici alieni.



6-1-2016

 E' tutto sfocato e poco illuminato intorno, non capisco dove mi trovo.
Vedo dinnanzi a me una creatura che viene liberata. (non so ne da cosa, ne da chi)
E' fatta di tanti strati sottili, assomiglia ad una farfalla nella crisalide, ma invece di avere solo due ali lei ne ha tante formando così un grosso strato.
 Siamo una di fronte all' altra. Non ho paura anzi, mi affascina.

Cambio scena: una moderna città in un isola con un grande ponte di collegamento alla terraferma, circondata da centinaia di piccole astronavi bianche di forma ellissoidale e altre di forme più classiche. 
Con alcuni tecnici (Ingegneri?Dottori?) siamo nella terraferma e mentre osservo questa scena incredibile, i tecnici scrivono in una sorta di tavoletta grafica delle strane lettere comunicando con le creature aliene che, a quanto ho capito, già conoscono.
Quest'ultimi hanno portato in città una sorta di robot dalle sembianze di giovane donna umana, molto alta (10/12mt), che cambia abiti ogni volta che gli umani cercano di chiedere spiegazioni. 
L'ultimo cambio d'abiti è quello di una specie di dottoressa (in stile anime giapponesi) che infila un grosso ago nella pancia di un personaggio sempre dalle sembianze umane ma grassissimo e aspira ogni sorta di schifezza. Nel mentre, ci spiega che quello che sta estraendo non va bene e che è uno dei problemi che ci affliggono.

La pietra nera.

Reperti storici trovati a La Manà, Equador

1/2-1-2016

Notte turbolenta girovagando con la maschera di Tutankhamon alla ricerca di una mappa scritta su pietra nera che si illumina di azzurro al buio e disegna la costellazione di Orione più un paio di altre stelle che come simbolo avevano delle piramidi. Sirio era una di loro. 
Ovviamente qualcuno non voleva che lo facessi.
E questa e' solo una scena...alla fine di tante, mi sono ritrovata con un caccia militare che sopra un ponte non riusciva a prendere quota come se fosse bloccato da una forza invisibile e io quasi sotto i reattori, venivo quasi spazzata via dalla turbolenza che motore provocava...
Il caccia era così basso che potevo vedere i particolari e sentirne il calore.
(era giorno ma leggermente nuvoloso)


Antico matrimonio.



29/3/2015

In un luogo del sud che identifico come il nord Africa, forse il Medio Oriente, mi trovo a parlare con un uomo sulla trentina dai capelli scuri che so essere il mio compagno astrale. Insiemi ci stiamo incamminando verso un luogo dove verrà celebrato il nostro matrimonio.
Quello che vedo intorno a me sono una serie di bassi edifici con delle vetrine, forse alcuni sono dei negozi, tutti simili tra loro e nulla di moderno. 
La strada è tutta in terra battuta. 
Anche se camminiamo vicino a questi esercizi non vedo cosa espongono sulle vetrine, non è di mio interesse in quel momento. 
So per certo però che lo conosco questo posto. 
Osservando l'orizzonte di fronte a noi scorgo una grande fortezza, senza torri e  di color sabbia, tutta la collina su cui è edificata è di roccia dello stesso colore, anche la strada del villaggio. 
Il cielo è azzurro e terso, nessuna nuvola, nessun animale in volo.
Sulla strada ci sono solo persone a coppie ma nessun tipo di veicolo, nessun cartello, nessuna scritta nulla che potesse ricondurmi a qualcosa del presente. 
Noto che le coppie o sono di spalle o non sono identificabili, forse per mancanza di interesse da parte mia (o forse perchè non era necessario).
Ad un certo punto il mio compagno mi guarda e con amore dice che è arrivato il momento di andare e io osservo la fortezza, come se stessi contemplando la strada da fare. 
Noto infatti che c'è un sentiero con delle pietre chiare di forma rettangolare ai bordi, forse messe a protezione. Senza dir nulla annuisco e ci incamminiamo.