mercoledì 22 luglio 2015

Foulard Rosso.



21-4-2013

Anche qui una visione più che un sogno.
Solo io, seduta in cima ad una montagna. Non esiste null'altro, tutto completamente sommerso dalle onde. Unica cosa colorata è il foulard rosso vivo che porto al collo. Il resto dell immagine è avvolta in un blu chiaro.

Velivolo sigariforme.



29-1-2006

Pochi frammenti, più un flash lungo che un sogno ma comunque abbastanza interessante da essere riportato.

Sono a terra bloccata dalla paura di fronte ad una grande finestra che mi permette di vedere un grosso velivolo che si sta per schiantare sopra casa mia. Ciò non accade però.
Il velivolo con una manovra azzardata, inverte la rotta probabilmente utilizzando un reattore più potente, facendo così esplodere tutto quello che c'era nei paraggi e creando un rumore assordante.

La cosa strana è che questo velivolo non era come gli aerei che conosciamo ma simile. Il corpo lungo e sigariforme c'era ma al posto delle ali, presentava una serie di 3 parabole o ventose.

La tomba bianca.



25-3-2014

Ricordo solo la parte finale: arrivo in una vallata di montagna molto bella e rivestita d erba verde primaverile, mi accompagnano tre 3 persone, sicuramente 2 uomini. 
Ora vedo, c’è una donna con noi, la stanno tenendo a forza, mi pare sia anche ammanettata. 
Non smette di lamentarsi è fastidiosa. 
Qualcuno del gruppo dice “perche non la facciamo fuori” credo di aver risposto che non era la cosa migliore. Mi guardo intorno, montagne verdi, alberi qua e la, una fonte d’acqua, una sorgente è un luogo davvero meraviglioso, una bella giornata luminosa.

Uno degli uomini porta la donna bionda verso una sorta di gabbia e la rinchiude dentro. Mi sembra una buona soluzione. La gabbia è grande e abbastanza solida anche se sembra vecchia. Questo accade alla mia sinistra, mentre alla mia destra noto un albero con una tomba bianca ai suoi piedi. 
Mi avvicino ad essa, mentre il gruppo mi dice che tanto è morta non avrei potuto fare nulla.
Io non comprendo e mi avvicino. Comincio ad osservare la lastra bianchissima e entro nel suo spazio interno. Una luce intensa, bianca calda e una donna bellissima stesa in un pavimento che non c’era. Lo spazio, le pareti non esistevano in quel luogo, eppure lei era distesa leggermente di fianco. Portava un lungo vestito bianco morbido, sembrava di seta, una cintura di corda dorata alla vita, capelli castani raccolti con una bella pettinatura e una coroncina in testa. La osservo brevemente nel suo sonno finché all improvviso apre gli occhi e mi fissa. Rimango sorpresa, scorgo subito un occhio azzurro e l’altro verde. La sua voce, calda amorevole mi chiede cosa  faccio li. Le dico che potrebbe  essere liberata da quel posto e lei con triste ironia mi dice perché…”qui le mie gambe non funzionano, non posso sentire la musica e mi sono venute a trovare solo….pensa….7 persone” .
La guardo con compassione e colgo la sua tristezza ma noto anche un'altra cosa…una visione mentre la osservo in una città, che cammina piano rasente un palazzo e comincia correre.
 Allora le dico “come puoi non camminare se stai correndo?” Improvvisamente sgrana gli occhi guardandomi e mi accorgo che comincia a capire…ora sei libera di uscire….

La Biblioteca



Mi stavo recando in una biblioteca che faceva parte di un complesso scolastico privato a cui io non potevo accedere.
Entrai ugualmente mettendomi a osservare gli svariati titoli presenti.
In un angolo a destra,poco illuminato, alcuni di questi testi si potevano anche acquistare.
Ne presi in mano alcuni, parlavano di architettura moderna e pensai che il compleanno di Silvia era ormai prossimo.
Potrei regalargliene uno pensai, ma in quel momento la mia attenzione si spostò verso una collana composta da tre testi.
Trattati di storia dell’arte, dovevano essere molto costosi perché le pagine erano patinate, le stampe a colori molto dettagliate e le foto proponevano particolari nascosti, che mi facevano vedere le opere da un'altra prospettiva.
Ne presi due e uno per volta li sfogliai con grande curiosità, presa soprattutto dalle bellissime immagini.
Girai il testo per guardarne il costo e vidi con rammarico che era troppo alto, anche se scontato, non potevo permettermelo.
Li posai e continuai il mio giro ma il tempo a mia disposizione era terminato.
La chiusura della biblioteca era imminente, non volli però andarmene, così mi nascosi nell’angolo più buio della sala.
Da quella posizione potevo scorgere un corridoio ed una stanza illuminata a destra.
Una donna stava avanzando nel buio, aveva tutta l’aria di essere una professoressa.
Portava capelli raccolti e occhiali da vista, indossava un distinto talieur.
A un tratto si fermò, come se avesse scorto qualcosa con la coda dell’occhio e guardando nella mia direzione disse “ cosa ci fai ancora qui, tu non puoi restare”…

Risposi che me ne sarei andata subito, ma così non feci.