martedì 12 maggio 2015

La donna bionda.


(Fonte immagine: http://www.amirite.com)

11-6-2013

Sono in una clinica medica. Sono in piedi e la porta di fronte a me viene aperta da due infermieri che portano, tendendo uno per braccio, una donna vestita con una semplice tunica bianca. E' trattenuta contro la sua volontà, infelice mi guarda dritta negli occhi. La osservo, ha capelli biondi con un occhio di colore verde e uno azzurro. In quello azzurro c'è un anello dorato nell'iride. Non sono certa se voleva che l'aiutassi a morire o lei volesse morire e basta.
Le feci un'iniezione per addormentarla.

La profezia.



20-6-2004

E' un giorno dedicato ad una parata militare o ad una festa nazionale, tantissima gente affolla le strade di una città imprecisata. Con il gruppo proseguiamo verso un sito mitico della città ovvero una profonda caverna che cela al suo interno qualcosa di molto antico.
Entro per seconda ma prima di continuare osservo intorno a me: per andare avanti bisogna affrontare una scala a gomito che costeggia un precipizio senza parapetto. Faccio i primi gradini ma, una volta arrivata alla curva, guardo giù e cado a terra. 
Seduto nell'angolo c'è un uomo che mi sostiene, mi aiuta a continuare (lo identifico come una persona che conosce realmente) e mi da qualche consiglio per oltrepassare l'ostacolo. Ora posso riprendere le scale che sono in discesa e arrivano all'ingresso della caverna vera e propria. 
E' tutto buio ma all'ingresso riesco a leggere una targa con la storia della caverna:
 "scoperta 3000 anni fa (A.C.X D.C. scritta in latino e non sono sicura sia esatto ciò che ho riportato) nel suo interno si ritiene ci sia un grande masso dove è stato intrappolato un demone che ogni 300 anni si risveglia. Se una persona particolare lo tocca lui parlerà".
 Decisa mi addentro, è molto buio  e non ci sono ne luci d'emergenza ne pile, nulla. Avanzo comunque e arrivo al gigantesco masso ovale. Ovviamente non resisto e lo tocco. Un terremoto invade la caverna e la parte superiore dell'ovale si gira verso la mia direzione. Assume il volto che assomiglia alle maschere da guerra giapponesi ma è altissimo quindi non vedo bene i particolari. La sua voce al contrario la sento benissimo ed è profondissima. Parla in latino e solo alcune cose riesco a tradurle. Si pronuncia in merito ad una guerra che esploderà l'anno prossimo (non so esattamente di che anno parla) e continua mettendomi in guardia dal mio fratellastro perchè tenterà di farmi qualcosa (non ricordo). Lo ascolto per tutto il suo lungo discorso e alla fine vado via cercando di avanzare inoltrandomi nella caverna ma è troppo buio e non vedendo nulla, quasi non vedo come tonare indietro. Urlo per capire se qualcuno mi può sentire e una porta si apre, l'ingresso da dove il guardiano di turno mi aiuta ad uscire. 
La paura del buio mi ha fatto andare il cuore alle stelle! Risalgo le scale dell'andata ma questa volta, nell'angolo senza avere paura, guardo oltre e vedo che la parata in città è già iniziata. Una folla enorme, militari e cittadini si fondono. Scorgo però che tra loro ci sono delle persone vestite di nero con copricapo come quelli arabi (stoffa avvolta sulla testa con un lembo lasciato libero che scende di lato). Scendo di corsa, devo assolutamente comunicare al gruppo ciò che mi è successo. Riesco ad avvicinarmi a fatica arrivando in un luogo con delle carrozze senza il tettuccio, saluto come se ci conoscessimo (non c'è il mio gruppo) e salgo su uno dei carri. Mentre attraversiamo la parata comprendo che ci sono delle persone che mi conoscono e che mi stavano aspettando quando mi accorgo che stiamo andando nella direzione contraria alla parata e in una strada più alta. Praticamente la strada principale con tutta la gente che andava verso destra e la strada piccola sopraelevata che andava verso sinistra. I carri si muovono entrando in una grande galleria piena di gente. Ci fermiamo. Non scendo e comincio a spiegare ciò che mi è successo dentro la grande caverna, riporto ciò che mi ha detto il masso cercando di capire a cosa si stava riferendo. Quando arrivo alla profezia della guerra, una persona vicino a me dice così: "è logico che scoppierà, dopo quello che abbiamo fatto fin'ora".

La nuova squadra.


( Fonte immagine: http://ohnotheydidnt.livejournal.com/51623939.html)

13-3-2011

Quando apro gli occhi osservo il luogo in cui mi trovo. Sembrano laboratori, delle classi? forse un università? non capisco molto bene, è completamente deserta e buia per la maggior parte delle stanze, solo qualche neon acceso qua e là.
L'arredamento è spartano e spesso le porte delle stanze sono chiuse. So di non essere sola e che sto cercando qualcosa. Trovo poco dopo, una giacca bianca corta imbottita, qualcuno mi consiglia di cercare nelle tasche perchè in effetti così faccio. Cerco, tasto e trovo. 
 Vicino all'etichetta, un sacchettino bianco chiuso da uno spaghetto. Lo apro e 
vedo una piccola botte in legno di circa 2-3cm. La studio bene e noto che si potrebbe aprire ma decido di non farlo subito e aspettare quando sarò con il professore. Meglio così.
Mi dirigo verso il luogo dove so di trovare il resto della squadra, sempre all'interno del fabbricato, dirigendomi direttamente dal professore per mostrargli ciò che ho trovato. Emozionata apro il sacchetto e gli porgo l'oggetto. Ha l'aspetto di Walter Bishop (Fringe) carattere e modo di fare. Prende l'oggetto e lo guarda con estrema attenzione rimanendone 
affascinato. Con delicatezza poi procede all'apertura ma durante l'operazione esce e cade un piccolissimo bastoncino intarsiato forse mosso dai continui movimenti. Siamo estasiati dall'eccellente fattura. Ora la curiosità è al massimo, guardiamo 
all'interno della botte scoprendo un cristallo violaceo composto da 3 punte. Inoltre ci sono degli oggetti d'arredo come tavolo e sedie in miniatura, forse il bastoncino ne faceva parte. Il professore non sta più nella pelle, si rivolge a me mentre guarda Astrid (assistente) con fare complice dicendole che era molto felice e che devo entrare nella loro squadra. " hai l'intuito ed è una cosa importantissima" mi dice e io emozionata rispondo di si.

lunedì 11 maggio 2015

Antiche origini.



02-08-2004

E' notte e sono alla ricerca di qualcosa, non ricordo di preciso ma so per certo che sono particolarmente incuriosita da un volo sopra a delle rovine antiche riconducibili a quelle Incas. Non sto guardando la televisione o altro, probabilmente è nella mia mente. 

Cambio scena: un bagno pubblico, forse in un centro commerciale, mi sto guardando allo specchio e noto delle leggere differenze dalla realtà. Porto un cappuccio nero, capelli raccolti e biondi, occhi più a mandorla grandi e completamente castani. Osservo attentamente, cercando di capire da dove provenissi per avere quelle fattezze e in quell'istante mi ritrovo a vivere quello che prima era un ricordo. Spettacolare! Come un uccello che si libra nel vento, osservo un'alba rosata che da sinistra illumina la terra sotto di me mentre il sole nasce. 
Grandi rovine di mura in pietra che capisco essere di una grande città che so (dentro di me) essere 
stata inondata. I raggi rosati creano giochi d'ombre mentre guardo estasiata. Sorvolo il centro di quella che era una città, comprendendo che le mura hanno una forma particolare ovvero quella di una testa d'aquila con ali spiegate. Mi impongo di osservare 
meglio per capire se sto sognando o no. E' proprio quella di quella forma.
Mi soffermo sulla testa dell'aquila continuando a fissare come se dovesse esserci dell'altro e improvvisamente, come se si fosse attivato un meccanismo, la testa si "trasforma" componendo la figura di un cavallo visto da sotto.
Sorvolo mentre osservo e penso.
Mi viene in mente che quando ho scorto il cavallo, nella mia mente è apparsa la mia figura riflessa allo specchio e realizzo che i miei occhi sembravano proprio quelli di un animale.
Giunta a questa conclusione mi giro e me ne vado.

Cambio scena: il bagno, ora in penombra, ha alla mia sinistra ci sono altri specchi e a destra c'è l'uscita. Quando mi sto girando a destra per uscire vedo una bambina piccola bionda, in piedi e da sola, rivolta verso di me.
Sovrappensiero la saluto e lei con flebile voce ricambia ma poi, il saluto si trasforma in una voce "demoniaca" molto profonda. In quell'istante mi blocco e lei/lui si trasforma fisicamente, si gira di 360°prendendomi e sbattendomi letteralmente addosso allo specchio. Mi arrabbio, molto ma sono anche impaurita. Sento una forza che vuole sprigionarsi da me ma la paura mi fa svegliare.
Una volta sveglia (letteralmente) penso che sono in grado di reagire e riaddormentandomi riprendo il sogno urlando tutta la mia rabbia.Ho un' altra forma, artigli e denti acuminati, un mostro di rabbia che si scaglia verso l'avversario e lo batte.

Problema da risolvere.

 25-2-2004

(Fonte immagine: internet)

E' giorno. Mi trovo in una carrozzeria, ho portato ad aggiustare la mia auto, quando mi fanno un'offerta a cui non posso rifiutare. Mi mostrano una bellissima auto che ha fatto epoca: la Chevrolet Corvette di colore nero. Tra me penso "ho già prenotato un'altra auto, ma quella...è un piccolo sogno che si sta avverando". Stranamente costava molto poco e presa dalla voglia di averla, la prendo senza ripensamenti. Monto a bordo e parto. Viaggio in luoghi che conosco e non, è una bellissima sensazione. Ascolto la potenza del motore quando premo l'acceleratore.
Poi però sopraggiungono dei ripensamenti, non credo di aver fatto la cosa giusta, avevo già fermato un'auto che mi piaceva ed era più adatta alle mie possibilità. Il problema ora, è riportarla indietro.
Mi reco in una casa molto grande dalle ampie vetrate in stile barocco.
C'è molto verde intorno. Le porte a vetri dell'ingresso sono spalancate e scorgo molto fermento, tanta
gente di ceto alto dati i vestiti che indossano e i loro atteggiamenti.
Alcuni parlano, altri bevono il te.
Entro e mi sento completamente fuori luogo. tutti però con un sorriso o con un cenno di capo mi salutano, ma non riconosco nessuno. Mi dirigo verso quella che penso essere una reception cercando una persona in particolare. Gli interni di quella villa sono sontuosi, legno alle pareti, tavoli e sedie intarsiati, una vera villa d'epoca.( se fossimo ai giorni nostri)
Raggiungo la reception e trovo una donna e la sua vista mi coglie di sorpresa dato che non mi aspettavo di trovare una somiglianza simile a colei che stavo cercando.

(Fonte immagine: internet)

Mi saluta e fa segno di guardare alla sua sinistra dove, seduta e seminascosta, c'e' lei. (la donna che cercavo) Ha capelli grigi leggermente mossi e grandi occhi di color sempre di color grigio, molto grandi, pronta ad ascoltare il mio problema e risolverlo.
Percepisco la sua buona fede verso di me.
Cambio scena: sono nel grande salone insieme ad altri invitati con cui parlo e rido.

(Le immagini non sono simili ma esattamente ciò che ho visitato e che ho guidato)