mercoledì 19 aprile 2017

Eredità



19-4-2017


Mi recapitano un messaggio. Devo recarmi in una casa a ritirare una eredità. Io penso e ripenso ma non mi viene in mente nessuno che conosco che possa lasciarmi qualcosa. Cambio scena e mi trovo in una grande stanza, c’è luce molta diurna che filtra delle finestre, tutto con sfumature più gialle. Una donna mi spiega che il sig….. non ricordo….ha lasciato un oggetto nel testamento per me prima di andarsene mentre mi porge un quaderno ad anelli grandi dalla copertina scura. Quest'uomo lo conoscevo molto poco, sapevo chi fosse, abbiamo fatto sicuramente qualche chiacchierata ma nulla più che io ricordi. Lo apro e dentro ci sono delle copertine separatrici con dei fogli bianchi scritti. Le copertine sono a dir poco spettacolari. La prima è rosso fuoco, una cornice ai bordi intarsiati di pietre preziose posate in modo artistico per nulla pesante alla vista. Al centro il disegno di un ragno con il dorso formato da una grossa pietra brillante. L’impatto è sorprendente per me che non avevo mai visto una cosa simile. I colori soprattutto. Guardo la donna con aria ebete e lei capisce che non ho idea di cosa sia. Mi spiega che sono alcuni incantesimi facenti parte di una collezione più grande e che valgono molto e che non si capacita del  fatto che li abbia lasciati ad una sconosciuta. Ritorno a guardare le altre copertine, hanno diversi colori, una sicuramente blu ma tutte hanno questi disegni e decori preziosi. Le pagine bianche sono più piccole e sembra abbiano una tabella con nomi e altro che non ricordo. Bene, me ne vado e le porto con me ma la donna bionda non è molto d’accordo perché prima cerca di farmele vendere chiedendomi quanto voglio e poi, quando chiedo troppo, passa a metodi più prepotenti. In effetti quello che poi ricordo sono inseguimenti, fughe in città e forse c'è scappato anche il morto, di sicuro il ferito.

sabato 15 aprile 2017

Il risveglio degli antichi.


15.4.2017

Poco ricordo di questa notte ma è stata molto impegnativa. È notte. Una città grande e moderna. Mi trovo ospite di una amica, sono nel suo appartamento. Ricordo una scena dove vedo la città da molto in alto con tutte le sue luci notturne accese dove il grande centro è ancora sveglio. Poi altra scena dove entro nella sua camera e la osservo mentre sta facendo un rituale alchemico. C'è della polvere nel centro della stanza dove ci dovrebbe essere il letto, scura ma leggermente brillante. Lei è inginocchiata a terra e sta scrivendo dei simboli sulla sabbia in senso circolare orario. Al centro un grande vassoio dorato con qualcosa dentro di scuro che sembra a volte liquido a volte solido. Si trasforma a seconda delle scritte che fa. Le chiedo cosa sta facendo e mi risponde che serve per proteggere il letto (o quando dorme). Alla fine del rituale quello che c'è dentro il vassoio, con tutte le scritte intorno, è diventato solido. Sembrano dei piatti di circa 10cm di diametro di spessore circa un cm di colore nero con una decorazione superficiale che richiama le onde. Osservandoli, la luce soffusa della stanza,  rimbalza sulle onde, si capisce che il materiale è leggermente riflettente. Quasi metallico. Cambio stanza vado verso la terrazza e guardando oltre la balaustra in una terrazza opposta, una figura dai capelli lunghi e un uomo mi attaccano. Non ricordo come e perché. Li tengo a bada sino a che l' uomo fa un lungo salto nel vuoto per raggiungere la mia terrazza quasi cade ma riesce ad aggrapparsi alla balaustra. Cerco di cogliere l'occasione per eliminarlo ma qualcuno ora vicino a me mi ferma e lo cattura.  Ci parliamo, non ricordo cosa dice. Cambio scena e vedo in un luogo totalmente fuori contesto due figure che escono letteralmente da quella che sembra essere un lastrone di ghiaccio scuro che si sta sciogliendo. Una più alta dell altra. Sembrano femminili ma non le vedo cosi da vicino da esserne certa. Di sicuro la figura più alta aveva capelli lunghi e quella più bassa sembrava più giovane. La loro camminata è decisamente di chi sa bene cosa deve fare. Camminano una fianco all'altra senza parlare. Quello che ho percepito è il risveglio di qualcosa di molto antico.

giovedì 13 aprile 2017

Percezioni invisibili.

(Fonte immagine: internet)

3/4/5-11-2005

Prima notte: Nel sogno il mio compagno ha una grossa protuberanza all'altezza della tempia sinistra.
Seconda notte: Vedo il mio compagno e noto che non ha un bell'aspetto, gli chiedo cosa c'è che non va e lui mi risponde "non so se arriverò fino a stasera..."
 (ps. quella sera era uscito con amici ed era stato male davvero)
Terza notte: Sono in una camera d'albergo con il mio compagno. Lo vedo avvicinarsi al letto quando comincia a fare strane smorfie, si contorce piegandosi all'indietro, la testa sparisce e poi riappare continuando a fare movimenti incoerenti e orribili. Impaurita grido fino a che non mi sveglio!
Quello che vedo nella realtà spalancando gli occhi nel buio della mia stanza, è una figura ammantata con cappuccio, trasparente ma dal profilo bianco, luminescente, come una sorta di residuo energetico.

Invasione aliena


Data incerta 9-12-2005

C'è una invasione aliena sulla Terra.
 Tantissima confusione, gente che scappa, luce innaturale che però mi permette di vedere ciò che mi circonda (potrebbe sembrare l'alba). Quello da cui fuggiamo sono dei mostri altissimi che assomigliano molto a quelli del film "La guerra dei mondi". Mentre scappiamo in diverse direzioni, illuminati da enormi fari posizionati su questi esseri altissimi, i campi di terra vengono distrutti dal loro peso. Improvvisamente vengo risucchiata da una sorta di lungo tubo insieme ad altre persone. E' difficile da descrivere perchè l'altezza è così grande che l'unica cosa che mi sovviene è "un risucchio a velocità ipersonica". Ho visto però tutto il percorso della salita mentre una voce nella capsula in cui siamo ci spiega nella mia lingua, a che livello atmosferico siamo in quel momento. Guardo in basso e ciò che vedo è magnifico: la terra, il mare, le correnti atmosferiche, le nubi, sembra tutto così reale! Arrivati. La voce in quel momento ci avvisa che siamo nella esosfera (2000/2500mt di altezza) e che è l'ultimo strato dell'atmosfera terrestre. Buio. Mi ritrovo in una stanza che sembra essere uno studio di un professore universitario (nel sogno mi viene da pensare ad uno studio medico). Faldoni di carta, fogli scritti un pò ovunque, cartelline, diplomi appesi, scaffali raccoglitori e scrivanie. Vedo anche una bella terrazza che da sui tetti dei vicini fabbricati (tetti a due falde con coppi rossicci) sembra di essere in una città terrestre. Improvvisamente appare un uomo che indossa un camice bianco, porta barba folta e grigia, è calvo e di aspetto bonario, direi un ricercatore. Mi saluta cordialmente, ricambio e gli chiedo cosa sia successo prima (sulla Terra). Non ricordo cosa dice ma credo che abbia accennato ad eventi atmosferici o terrestri. Mentre guardo le carte su uno dei tavoli, scorgo dei progetti di oggetti che da noi non esistono. Cambio stanza e qui trovo alcune persone sedute alle scrivanie, mi avvicino e vedo 4 ragazzi giovani, ci guardiamo e uno di loro mi rivolge la parola con tono calmo, raccomandandosi di non preoccuparmi perchè non sono la sola ad essere stata presa, anche tutti loro. Stanno leggendo degli incartamenti, grossi faldoni, dicono che vogliono sapere delle cose da noi... (? rapiti ?)
Cambio scena: non ricordo perchè, ma nel vedere determinati documenti, scopro il modo di distruggere i loro (?) macchinari sulla Terra e prendo accordi con i 4 ragazzi. Quello che poi succede, è che sto volando, forse in una navicella, sopra le teste dei loro (?) mostri, eseguo una operazione che non ricordo su una delle teste che implode dall'interno dividendola in due e perdendo l'equilibrio, cade su di un altra rovinosamente.


Il sig. Medici


10-12-2005

(Prima del sogno delle ali dell'angelo)
Sono a casa mia, uguale all'originale solo un pò più grande, è giorno e con me c'è anche il mio compagno. Improvvisamente ricordo di avere un appuntamento di lavoro con una persona e sono agitata perchè è tardi, non sono pronta e inoltre, gli avevo consegnato le chiavi dell'appartamento.
Sento chiudersi il cancelletto del parcheggio, guardo attraverso le tende della porta a vetri e scorgo una persona che si sta avvicinando. Si ferma alla porta senza entrare e suona il campanello. Apro. Entra un uomo distinto, una mano è occupata dagli strumenti di lavoro, l'altra tiene le chiavi che mi porge. Le prendo. Ha capelli scuri, baffi corti e tenuti bene, sembra uscire dagli anni '40.
Fa qualche passo aventi nell'ingresso e non stacca lo sguardo dal mio. Ha un aria molto autoritaria, osserva ma non parla. Mi stringe forte la mano destra presentandosi come ....... Medici.
Fa un altro passo verso l'interno del soggiorno senza staccarsi dalla mia mano. Scruta profondamente quello che la mia casa offre ai suoi occhi soffermandosi su un muretto, cosa che mi incuriosisce perchè in quel punto non c'è nulla e con tono secco dice "oh, un drago cinese verde..." Io non vedo nulla, la sua mano è ancora attaccata alla mia. Rivolge poi lo sguardo all'orologio, io seguo il suo sguardo, sono le 10.50 e anche se la luce fuori è del giorno, nel sogno so che siamo di notte, quindi le 23.50. In quel momento stringe la mia mano così forte che mi sveglio con la sensazione che realmente qualcuno mi stesse stringendo la mano.

Le ali dell'angelo.



10-12-2005

Sono a casa, nella mia camera da letto, qualcosa è differente ma non ci faccio molto caso.  Con me ci sono alcune persone, una la conosco molto bene anche se fisicamente è un po’ diversa dalla realtà. Di  lui mi fido e la sua presenza mi tranquillizza mentre mi aiuta a distendermi su di un piano. Arriva poi una donna con una energia antica però il suo aspetto non lo dimostra e siede dietro di me mentre la osservo alzando gli occhi all'indietro. Posso vedere anche tutti gli altri presenti che si siedono a semicerchio dietro la donna e cominciano a cantilenare a voce bassa. Prende poi parola la donna che ad alta voce dice “si, ora è pronta ad avere (o ricevere) le ali dell’angelo”.
Si alza in piedi e cantilena a voce più alta degli altri.

mercoledì 12 aprile 2017

Frammenti.




31-10-2004

A colori, molto nitido e suddiviso in 4 giorni (nel sogno)
Primo giorno.
Mi trovo in un castello, dopo varie vicissitudini e incontri, trovo il nascondiglio del tesoro. E’ un buco scavato in una colonna di mattoni con una scatola al suo interno. La persona che mi accompagna avvisa dell’imminente arrivo delle guardie, ci hanno scoperto. Senza perder tempo prendo due catenine riposte al di fuori della scatola e una specie di anello grezzo. Una delle catenine ha un pendente di forma piramidale, è un cristallo color rosa e bianco, l’altra ha un pendente in oro senza una forma riconoscibile. L’anello ha un piccolo foro per le dita ma non è liscio. Prendo poi anche la scatola e in fretta la appoggio a terra, la apro guardandone il contenuto: c'è una grossa raccolta di francobolli e buste bollate. Cerco qualcosa al suo interno che però non trovo perché vengo interrotta dai rumori delle guardie molto vicine. Scappiamo lasciando la scatola a terra.

Secondo giorno.
Mi trovo di fronte ad un grande orto con al suo ingresso un bancone e una copertura che fa da deposito. Sono con mio padre. Le varietà di frutta sono molte, coloratissime, di varie forme e dimensioni. Ci osserviamo intorno quando arriva una signora che dice di essere la zia del mio compagno e ci chiede cosa desideriamo. Possiamo prendere ciò che più ci piace ma io cerco delle zucche particolari che non trovo o meglio, ci sono ma non delle dimensioni giuste.

Terzo giorno.
Sono nella mia auto ferma al banco accettazione del carrozziere. Non c'è nessuno quindi esco e cerco qualcuno che mi aiuti. Trovo un operaio e gli chiedo se può aggiustare la mia auto, non ricordo quale fosse il problema. Purtroppo non può e anche se lui me lo dice con gentilezza, lo mando a quel paese…
Esco dal retro, passo attraverso il parcheggio pieno di auto e oltrepasso il cancello posteriore. La strada e il paesaggio cambiano completamente: ora vedo una piccola stradina asfaltata ad una corsia, con un doppio filare di alberi ai lati, campi e un piccolo fossato che ne costeggia il lato destro. La luce è soffusa, quasi una poesia. Cerco la direzione da cui sono arrivata costeggiando la carrozzeria a sinistra. In mezzo alla strada vedo con sorpresa, un grosso pollo che non si toglie al mio avvicinarsi quindi lo schivo ma incuriosita, continuo ad osservarlo. Si muove disorientato, non sa dove andare. Improvvisamente una bicicletta quasi lo investe ma lui, come nulla fosse, rimane sul suo posto. Decido di tornare indietro ad aiutarlo. Con un salto temporale, mi trovo davanti ad una grande gabbia con dentro il pollo che poi scopro essere una gallina. La gabbia è aperta, sto accarezzando le piume del collo mentre le parlo e con naturalezza mi risponde, in perfetto italiano, raccontando si è persa e l’unica cosa che ricorda è che proviene dalla provincia di Treviso. Un altro balzo temporale e mi ritrovo con degli amici ad un tavolo, la gallina è di fronte a noi mentre cerchiamo di indovinare il luogo esatto di provenienza dell’animale per farle tornare la memoria attraverso dei giochi. 
Io “forse è destino che troviamo da dove proviene, allora il numero a cui penso è 11 che corrisponde alla prima lettera del suo paese…” Mi osservo mentre conto sulle dita l’alfabeto che si ferma alla lettera M.

Quarto giorno.
Con amici delle superiori sono seduta ad un tavolo di un pub molto affollato, mi guardo intorno perché questo locale è famoso per le star dello spettacolo che lo frequentano. Una delle mie amiche balza improvvisamente in piedi “guardate chi c’è! È un famoso cantante soul…(non ricordo)”
Qualcuna la vedo anche io ma, ad un tratto, ne viene una dalla nostra parte, riconosco Tom Cruise. Sono molto felice e voglio un suo autografo e una foto così faccio per alzarmi dalla sedia quando vedo che è lui a venire da me e come se fosse normale, mi saluta. Le sue guardie non mi allontanano e noi due cominciamo a parlare amabilmente su vari argomenti. Io per prima rimango stupita di questa situazione, sembra stregato da me. Ci allontaniamo dalla folla e mi porta a ballare dicendomi che gli piace parlare con me (parla italiano). Torniamo al tavolo e chiedo ad una amica di farci una foto, ne scatta una mentre parliamo e una singola ciascuno mentre siamo abbracciati. La ringraziamo e quando mi giro vedo una bellissima donna venire nella nostra direzione. E’ Nicole Kidman e nuovamente emozionata sorrido visto che nutro per lei molta stima. La ritengo una delle donne più belle del mondo e cerco il modo di avere una foto anche con lei avvicinandomi. Lei sta cercando Tom e noto che si guardano, c’è ancora intesa tra loro. Come se improvvisamente fossi diventata una intima amica, mi vedo conversare con loro mentre si stringono e giocano come due giovani innamorati. Sono entusiasta nel vederli così teneri, lei vestita con jeans e camicetta, capelli sciolti e sorriso splendente, così bella. Non so per quale motivo, ma si cade nel discorso dell' ”amore nei garage”.  (inteso come sentimento nascosto, metropolitano, oggi così difficile che sia puro e farlo vedere alla luce) Lei mi guarda intensamente e dice “l’amore nei garage non esiste più” con tono fermo. Quando sento queste parole, rivolgo lo sguardo prima verso di lei poi verso di lui, ritorno su di lei e con sentimento le rispondo “non per voi due, c’è ancora la scintilla”. In quel momento ambedue sgranano gli occhi che diventano brillanti mentre si guardano con intensità struggente e senza parlare ma di comune accordo, lei si gira verso di me sorridendo e dice “manderò una donna a prenderti in questo luogo, verrai al mio  ………ale*”.

*Spesso durante i discorsi dovevo farmi ripetere le parole perché nel pub c’era confusione. Fatalità quest’ultima parola è stata detta quando ero molto stanca e non volevo più chiedere di ripetere.

venerdì 7 aprile 2017

Il grande Toro nero

(Fonte immagine:http://www.las-ventas.com)

27-3-2017

E’ giorno, c’è sole. C’è molta luce.
Mi sto recando, accompagnata da una figura maschile alla mia destra, ad un invito ricevuto.
Cammino verso un edificio che per ora ancora non vedo. La strada è lastricata di pietre rettangolari  grigio chiaro dalla superficie liscia e alla mia sinistra scorgo una staccionata in legno chiaro, oltre alla quale vi è una piscina con un paio di persone che fanno il bagno divertite. Quando li oltrepasso si fermano, mi guardano con sorpresa e dicono: “guarda c’è anche lei con…(non ricordo)” io sorrido ma non comprendo la loro sorpresa dato che non li conosco quindi faccio un cenno di saluto e procedo. Qualche altra persona ai lati della grande strada mi osserva mentre passo. Arrivo ad un grande edificio di cui scorgo pochissimo, mi fermo ad una larga scalinata composta di 3 o 4 pedate che finiscono in un grande portico coperto. L’unica cosa che posso vedere è un enorme toro nero che mi attende. Quando mi fermo, dopo aver fatto i gradini, lui è alla mia destra sotto al sole. Parla la mia stessa lingua e lo fa ad alta voce in modo che tutti possano sentirlo. Purtroppo non ricordo di cosa abbiamo discusso.

Quando finiamo la conversazione mi ritrovo ad una sorta di banchetto con diverse persone che conosco ma tutte del mio passato. Un ragazzo ad esempio, lo riconosco ma è doppio: uno in versione più giovane e uno più matura; una ragazza che nel sogno mi sorprende di vederla così bella ma soprattutto con occhi molto più grandi della realtà, che saluto con piacere, Un altra persona a me cara, leggermente diversa fisicamente e via così...
C’è aria di festa e si gioca in compagnia, più di un semplice banchetto sembra una vera e propria festa di bentornato con una sua ritualità molto potente.

giovedì 23 marzo 2017

Nasa, prossimo annuncio.


(Fonte immagine:http://clipart-library.com)

6-3-2017

Un antica città dalle mura molto alte rosso scuro. Sono seduta sul tetto di un edificio con gambe a penzoloni guardando la strada sotto di me. Il cielo è grigio, piove.
Ci sono due persone sole che parlano vicine, nessun altro passante. Essendo così lontane decido di vedere e sentire meglio quindi semplicemente ingrandisco l'immagine.
Vedo quindi due uomini vestiti casual con ombrelli aperti che confabulano e si guardano intorno come se non volessero essere ne uditi ne visti Stanno parlando della NASA, presto farà un grosso annuncio.